Come nasce una CER: fasi, tempi e possibili intoppi

Le Comunità Energetiche Rinnovabili non nascono dall’oggi al domani. Il percorso richiede organizzazione, chiarezza di ruoli e una sequenza di passaggi ben definiti.
Conoscere in anticipo le tappe aiuta a pianificare meglio e ad arrivare prima all’operatività.

Queste informazioni e dati sono tratti dall’Electricity Market Report 2025 (sezione sulle Comunità Energetiche Rinnovabili), redatto dal Politecnico di Milano.

Le 6 fasi del percorso

Le fasi nel percorso di costituzione di una CER
Le fasi nel percorso di costituzione di una CER
  • Ingaggio: è la fase più “sociale”; informare, ascoltare e coinvolgere cittadini, imprese ed enti del territorio. Serve all’avvio e continua nel tempo, per allargare progressivamente la comunità.
  • Scelta forma giuridica e regolamento: si decide la forma giuridica e organizzativa più adatta (chi fa cosa, come si accede, come si ripartiscono benefici e oneri) e la si mette nero su bianco in un regolamento.
  • Atto costitutivo: con un atto notarile si costituisce formalmente il soggetto giuridico della CER
  • Impianti di produzione FER: progettazione, installazione e allaccio alla rete degli impianti rinnovabili che alimenteranno la CER.
  • Pratiche GSE: invio della richiesta preliminare e, in caso di esito positivo, completamento della procedura per accedere agli incentivi.
  • Gestione operativa: dopo l’attivazione da parte del GSE, la CER entra nella sua fase quotidiana, con il monitoraggio dell’energia condivisa, la distribuzione dei ricavi, la gestione amministrativa e l’espansione della configurazione.

Dove si rallenta (e perché)

Un sondaggio tra operatori che seguono centinaia di progetti indica l’ingaggio come la fase più critica. Questo per due motivi principali:

  • complessità comunicativa: spiegare in modo chiaro, semplice e accessibile come funziona una CER non è banale;
  • incontro domanda-offerta: molte iniziative nascono e agiscono a livello locale, spesso senza piattaforme o strumenti che facilitino il “match” tra chi produce e chi consuma.

Altre fasi che possono creare qualche difficoltà:

  • aspetti giuridici (governance/regolamento): richiedono competenze specifiche;
  • impianti FER: autorizzazioni e tempi di connessioni possono allungarsi;
  • gestione operativa: soprattutto nelle CER più grandi o numerose servono piattaforme gestionali e dati aggiornati, che comportano costi e strumenti organizzativi solidi.

Quanto tempo serve davvero

Mettendo insieme tutte le fasi, l’orizzonte tipico per arrivare all’operatività è di circa 12-27 mesi. Questo è un punto sensibile perché si incrocia con la scadenza per rappresentare la domanda di accesso alla tariffa incentivante, fissata al 31 dicembre 2027: il tempo effettivo per costituire nuove CER non è molto.
Da qui la richiesta diffusa di prorogare la scadenza per permettere l’avvio di più progetti.

La scorciatoia che funziona

Se il tempo è poco, la via più rapida è ampliare una CER esistente: inserendo nuovi impianti rinnovabili (e/o nuovi punti di consumo) si percorrono solo le ultime fasi. In questo scenario, la durata media scende a circa 1 anno, molto meno rispetto a una creazione ex-novo.

Incentivi

  • Tariffa incentivante (TIP): riconosciuta sull’energia condivisa per una durata di 20 anni, per impianti a fonti rinnovabili che entrano in esercizio entro il raggiungimento del contingente nazionale massimo di potenza incentivabile pari a 5 GW e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
    (La TIP ha valori differenziati per taglia d’impianto e area, ma per il lettore non tecnico il punto chiave è che premia l’energia realmente condivisa in CER.)
  • PNRR – contributo a fondo perduto: fino al 40% per CER e GAC (Gruppo di Autoconsumatori che agiscono Collettivamente) con impianti di potenza inferiore a 1 MW situati in Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti. Le domande possono essere presentate fino al 30 novembre 2025.
    Il contributo è cumulabile con la Tariffa Incentivante (TIP), con applicazione di un fattore di riduzione nei casi standard, l’anticipo è stato innalzato al 30%. La decurtazione della tariffa incentivante non si applica quando l’energia condivisa prodotta dagli impianti fotovoltaici è prelevata da enti in deroga, ossia punti di prelievo nella titolarità di: persone fisiche, enti territoriali o locali, enti religiosi, enti del terzo settore e enti di protezione ambientale. Il report dettaglia inoltre anche la ripartizione prioritaria dell’energia ai fini dell’incentivo.

Come trasformare la teoria in pratica: il ruolo del partner tecnico-strategico

Affrontare correttamente tutte le fasi del processo di costituzione di una CER richiede professionalità e metodo.

Noi ci siamo affidati a Energy Intelligence come partner tecnico e strategico, che ci ha seguiti passo dopo passo nel:

  • strutturare percorsi di ingaggio efficaci (materiali chiari, incontri e strumenti per far incontrare domanda e offerta);
  • definire in modo solido governance e regolamento;
  • pianificare e realizzare gli impianti con attenzione a iter autorizzativi e connessioni;
  • gestire con rigore l’iter GSE;
  • impostare una gestione operativa scalabile.

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